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Il CIN, il codice che serve a ogni casa in affitto turistico

Cos'è il Codice identificativo nazionale, chi deve averlo, dove va scritto e che sanzioni ci sono. Con gli altri obblighi che la stessa legge mette sulla casa.

Aggiornata il 18 ottobre 2026

Cos'è

Il CIN è il Codice identificativo nazionale. Lo assegna il Ministero del Turismo, con una procedura automatica, alle case ad uso abitativo affittate per finalità turistiche, alle locazioni brevi (contratti fino a 30 giorni) e alle strutture ricettive, alberghiere e non. La regola è nell'articolo 13-ter del D.L. 145/2023.

Chi lo deve avere

Chiunque proponga o conceda in affitto una casa per finalità turistiche o con contratto breve, e chiunque gestisca una struttura ricettiva. Il codice si riferisce alla casa, non alla persona: due case, due CIN.

Se la tua Regione o il tuo Comune assegnavano già un codice, la legge dice che l'ente lo trasforma in CIN. In altri casi la richiesta va fatta al Ministero.

Come si ottiene

La richiesta si presenta per via telematica al Ministero del Turismo, con una dichiarazione sostitutiva che contiene i dati catastali della casa e, per chi affitta, la presenza dei requisiti di sicurezza descritti più sotto. Il testo di legge distingue più casi, a seconda che la Regione abbia o no un proprio sistema di codici, e fissa termini diversi: se non sai quale sia il tuo, chiedi al Comune o alla tua associazione di categoria.

Dove va scritto

  • In ogni annuncio, ovunque sia pubblicato e comunicato.
  • All'esterno dello stabile in cui si trova la casa, rispettando gli eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.

Anche chi fa l'intermediario e chi gestisce un portale deve indicare il CIN negli annunci.

I requisiti di sicurezza

La stessa norma chiede che ogni casa abbia:

  • rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti;
  • estintori portatili a norma, in posizione accessibile e visibile, uno ogni 200 metri quadrati di pavimento (o frazione), con almeno uno per piano.

Se l'attività è svolta in forma d'impresa, si presenta anche la SCIA al SUAP del Comune. Quando un'attività è «imprenditoriale» lo decide la legge, non il nome che le dai: se hai dubbi, parlane con il commercialista.

Cosa si rischia

Sono sanzioni amministrative, applicate dal Comune:

  • casa senza CIN: da 800 a 8.000 euro, in base alle dimensioni dell'immobile;
  • CIN non esposto o non indicato negli annunci: da 500 a 5.000 euro, e l'annuncio va rimosso;
  • mancanza dei rilevatori o degli estintori: da 600 a 6.000 euro per ogni violazione accertata.

Se la Regione ha già una sanzione per lo stesso fatto, si applica quella regionale.

Da non dimenticare

Il CIN non sostituisce gli altri obblighi: la comunicazione degli ospiti alla Questura, la ricevuta, l'imposta di soggiorno dove c'è. Sono guide separate in questa sezione.

Cosa fa Ettore Cedola. Tiene il CIN nella scheda di ogni casa e lo scrive sulla ricevuta. Se non ce l'hai ancora, crei la casa lo stesso e l'app te lo ricorda quando emetti la ricevuta. Provalo.

Fonti

Questa guida spiega le regole in parole semplici: non è consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso chiedi al commercialista. Le regole cambiano e alcune dipendono dalla regione o dal Comune. Tutti gli obblighi in fila.