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L'imposta di soggiorno, spiegata a chi affitta

Dove si paga, quanto può costare al massimo, chi la versa al Comune e cosa succede se non si presenta la dichiarazione. E perché la ricevuta la tiene separata dal totale.

Aggiornata il 18 ottobre 2026

Dove esiste

L'imposta di soggiorno non è nazionale: la può istituire ogni Comune che rientra tra quelli indicati dalla legge (capoluoghi di provincia, unioni di comuni, comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte). Quindi cambia da Comune a Comune: importo, esenzioni, numero massimo di notti, scadenze. L'unica fonte che conta è il regolamento del Comune dove si trova la casa.

Quanto può costare

La legge fissa un tetto: fino a 5 euro per notte a persona, in proporzione al prezzo. Nei capoluoghi di provincia che hanno avuto presenze turistiche venti volte superiori al numero dei residenti, il tetto sale a quello più alto che la legge prevede per Roma Capitale. Il Comune può stabilire esenzioni e riduzioni (per esempio per età, per motivi di salute, per particolari periodi).

Nelle isole minori

I Comuni delle isole minori possono scegliere, al posto dell'imposta di soggiorno, un contributo di sbarco fino a 2,50 euro a passeggero, riscosso insieme al biglietto da chi gestisce il trasporto.

Chi la versa al Comune

Chi paga è l'ospite, ma chi la versa al Comune è il gestore della struttura, con diritto di rivalsa sull'ospite. Per gli affitti brevi la responsabilità è di chi incassa il canone o interviene nel pagamento: il proprietario o, se incassa il portale, il portale.

Il gestore deve anche presentare la dichiarazione, ogni anno, per via telematica, entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Cosa si rischia

Per la dichiarazione omessa la sanzione è del 100% dell'imposta non versata (almeno 50 euro); per la dichiarazione infedele è del 40% (almeno 50 euro).

Fare il conto

Per sapere quanto riscuotere da un soggiorno usa il calcolatore dell'imposta di soggiorno: il conto resta sul tuo dispositivo.

Sulla ricevuta

L'imposta non fa parte del prezzo del soggiorno: va in una riga a parte, fuori dal totale. Se il Comune non l'ha istituita lo si scrive solo dopo aver controllato il regolamento; se non si sa, si scrive «non verificata» e non «non dovuta».

Cosa fa Ettore Cedola. Ti propone la configurazione con la fonte del regolamento comunale e non la applica finché non confermi. Scrive «non istituita» solo dove l'ha verificato, altrimenti «non verificata». Sulla ricevuta sta in una sezione a parte, fuori dal totale. Provalo.